

1) Igiene alimentare, consistente nella limitazione degli zuccheri, in particolare se veicolati da alimenti ad alto potere di adesività;
2) Igiene orale, in pratica rimozione quotidiana della placca e rimozione dei detriti alimentari dopo ogni pasto;
3) Rafforzamento dei tessuti, mediante fluoroprofilassi, laccature con i sealants ed il massaggio gengivale.
4) Ottimizzazione della morfologia delle arcate, sia per impedire il ristagno della placca, che per evitare interferenze occlusali. In questa direttrice sono compresi i fattori iatrogeni (otturazioni debordanti, protesi incongrue).
Base della prevenzione è l'informazione, cioè l'educazione sanitaria dei pazienti: il soggetto informato e motivato porrà in atto le misure preventive individuali.
La profilassi della
carie trova una delle sue armi più valide in una idonea
alimentazione già durante la gravidanza (profilassi prenatale),
assicurando alla gestante un nutrimento sufficiente dal punto di
vista qualitativo e quantitativo; è noto infatti, che durante il
periodo fetale si formano la maggior parte dei germi dentari e
che per un certo numero di essi (denti decidui, primo molare
permanente) inizia e procede in varia misura il processo di
calcificazione della corona. Durante la vita endouterina, è la
madre che fornisce al feto i materiali con cui esso costruisce i
suoi organi e tessuti. Anche in casi di insufficiente
alimentazione generale, la madre arriva a far fronte ai bisogni
del feto mobilitando i costituenti del suo organismo. In caso di
carenze parziali molto pronunciate e prolungate, alcuni dei
bisogni dell'organismo presente nell'utero non possono essere
adeguatamente soddisfatti; è ovvio che in questo caso in esso
debbano presentarsi speciali fenomeni di difetto, in relazione
alle specifiche funzioni che le sostanze alimentari mancanti
esercitano. I denti non sfuggono a queste conseguenze ed alcuni
disturbi si possono iniziare anzi precocemente e cioè fin dalla
fase di differenziazione degli elementi che costituiscono
l'abbozzo dentario. Le concezioni moderne sull'alimentazione
della donna gravida, hanno raggiunto una certa univocità presso
la maggior parte degli Autori, in rapporto alla qualità ed alla
quantità degli alimenti che debbono essere assunti; il
fabbisogno calorico delle sostanze energetiche aumenta di circa
il 20% rispetto a quello della donna non gravida che esplichi
un'uguale attività muscolare; l'incremento delle sostanze non
energetiche, minerali e vitamine, dovrebbe, in gravidanza, avere
valori di incremento del 30% per il calcio, del 18% per il
fosforo.
Calorie: 3.000 circa;
protidi: 100 g; glucidi: 450 g; lipidi: 80 g; NACI: 4 g. Il
regime deve essere variato. Da abolire le spezie, i cibi
eccessivamente salati e conservati, gli alcolici a forte
gradazione, il caffè forte. Nel primo periodo post-natale grande
importanza riveste ai fini carioprofilattici l'allattamento: è
infatti ben nota l'influenza che il tipo di allattamento esercita
sull'insorgenza della carie; ove possibile è da preferirsi
l'allattamento al seno, capace di garantire un sufficiente
apporto quantitativo e qualitativo dei vari principi alimentari,
in modo particolare sali minerali. e vitamine, atti a favorire un
normale accrescimento osseo e dentario. IL noto infatti come le
sostanze minerali del latte umano, per quanto quantitativamente
inferiori a quelle del latte vaccino, si presentino in
combinazione organica e quindi più facilmente assimilabili, in
modo particolare il fosforo, indispensabile alla ritenzione del
calcio. Nei soggetti predisposti ereditariamente alla carie,
parallelamente all'allattamento, è consigliabile somministrare
calcio fissatori poco dopo la nascita, a partire dal l° mese di
vita. Anche la somministrazione di sali di calcio va iniziata
precocemente, quando le corone dei denti permanenti sono in via
di formazione, in modo da favorire una buona mineralizzazione dei
tessuti duri del dente. L'esperienza clinica ha, infatti,
dimostrato la scarsa o nulla efficacia profilattica della terapia
recalcificante iniziata e condotta tardivamente. Anche in questo
settore è indispensabile la più stretta collaborazione fra lo
stomatologo ed il pediatra per la concorde attuazione dei
provvedimenti profilartici, specie allorché sussistano a carico
dell'apparato dentario materno chiari segni di suscettibilità
alla carie; sarà compito dello stomatologo segnalare tale noxa
dentaria al pediatra affinché siano messe in atto sollecitamente
le provvidenze profilattiche suesposte. Nel periodo di sviluppo
del dente, deficienze della nutrizione ne possono determinare una
minore resistenza alla carie; nel dente già erotto le sostanze
dure, smalto in particolare, sono dotate di un ricambio tissulare
assai limitato e pertanto le ripercussioni di eventuali carenze
alimentari appaiono su di loro assai ridotte. Allorché la
dentatura decidua e successivamente quella permanente assume
piena dignità funzionale (dal 30° mese in avanti), il fattore
alimentare acquista maggiore importanza per la sua azione nei
riguardi dell'ambiente ove i denti svolgono la loro funzione. Si
tratta quindi di esaminare "gli effetti chimici negativi
degli alimenti sullo smalto, con particolare riferimento agli
idrati di carbonio, grandi incriminati. Questi agiscono
attraverso la produzione di acidi, col concorso di microrganismi
acidofili ed acidogeni; si tratta dunque di un'azione legata al
transito ed alla permanenza dei cibi nel cavo orale " (PINI
P.). Pertanto, ai fini della profilassi individuale della carie,
appare indispensabile un'oculata composizione dell'alimentazione
nell'età scolare, sia per quanto concerne le caratteristiche
fisiche dei cibi, sia per quanto riguarda la loro composizione
qualitativa.
1 caratteri fisici degli alimenti possono giocare un ruolo di una certa importanza nel determiniamo della carie: è noto, infatti che nelle popolazioni in cui l'alimentazione è basata su cibi grossolani (pane di segala, verdura cruda, ecc.), aventi di per se un'azione detersiva sui denti, la carie è meno frequente che nei popoli adusi a cibi poco consistenti. 1 caratteri fisici degli alimenti, determinati dalle modalità di preparazione dei cibi, influiscono sul vigore e la durata della masticazione che, a loro volta, incidono sul flusso salivare e sull'allontanamento dei residui alimentari dalla bocca. Numerosi Autori, a seguito di ricerche in Paesi sottosviluppati, affermano che il carattere fisico degli alimenti è il fattore più importante per l'inizio del processo carioso.