

Chi non ha mai visto in televisione la pubblicità di una nota marca di chewingum in cui una segretaria esce dalla porta del suo capo con una faccia disgustatissima, mentre una segretaria sta sulle ginocchia di un non ben identificato capo ufficio, e la voce fuori campo chiede: "il direttore ha mangiato pesante?". Per evitare simili possibili momenti di imbarazzo e, soprattutto, perché si possa avere un alito "pesante" proviamo a leggere quanto segue:
I piatti molto saporiti tendono a "essere presenti" anche quando la festa è finita. Le spezie rimangono in circolo grazie agli olii essenziali che lasciano in bocca; a seconda di quante ne mangiate, l'odore rimane in bocca per circa 24 ore, per quanto una persona si possa lavare i denti. Fra i cibi da evitare: cipolle, peperoncino, aglio. Specialità saporite come carni affumicate, salamini e peperonata si lasciano dietro olii essenziali anche dopo che li avete mandati giù; voi respirate e loro anche. Se l'occasione richiede un alito profumato è meglio evitare questo tipo di alimenti il giorno prima, per non rischiare che siano loro a parlare al vostro posto. Gorgonzola e formaggi simili vengono definiti "forti" per ottime ed ovvie ragioni: conquistano la bocca e non la lasciano facilmente. Anche altri latticini possono avere questo effetto. Alcuni pesci, come le acciughe della pizza o il tonno del panino che mangiate in ufficio, possono lasciare un ricordo durevole. Caffè, birra, vino e whisky sono i primi sulla lista dei liquidi colpevoli; tutti lasciano un residuo che può attaccarsi alla placca orale ed ogni respiro ne porta una traccia nell'ambiente. Alcuni odori possono essere eliminati se ci si lava i denti subito dopo il pasto; il maggiore responsabile dell'alito cattivo è lo strato morbido e appiccicoso di batteri vivi e morti che aderisce ai denti e alle gengive (ovvero la placca). Se non potete spazzolare i denti, almeno sciacquate: andate in bagno dopo i pasti, prendete in bocca un sorso d'acqua, sciacquatela bene e lavata via l'odore di cibo; poi, naturalmente, sputate l'acqua. L'alito cattivo può essere provocato anche dal digiuno; uno degli effetti collaterali del digiuno, come pure di una dieta inadeguata, è proprio l'alito cattivo: fate quindi almeno tre pasti al giorno. Il ciuffetto di prezzemolo che avete nel piatto non è solo una decorazione: è anche un salva-alito, che rinfresca il respiro naturalmente.
Un alito cattivo persistente,
comunque, non significa sempre che mangiate troppe cipolle; molto
spesso è un segno di gravi problemi alle gengive, oppure può
trattarsi di gas e odori provocati da problemi gastrointestinali.
Se l'alitosi dura più di 24 ore senza una causa evidente,
prendete un appuntamento con il vostro dentista o con il vostro
medico. L'alito cattivo, infatti, può essere provocato anche da
altre malattie, come deidratazione, carenza di zinco,
tubercolosi, sifilide e tumori, come pure da alcune medicine
(penicillamina e litio).
